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Lucertola vivipara

Zootoca vivipara vivipara (Jacquin, 1787)

La Lucertola vivipara, Zootoca vivipara, è un piccolo sauro che raramente supera i 15 cm di lunghezza, dei quali circa 1/3 è rappresentato da testa e tronco e ben 2/3 dalla lunga coda. La Lucertola vivipara si differenzia dalla Lucertola muraiola (Podarcis muralis) perchè ha le zampe più corte e il capo più stretto di quest'ultima e il corpo relativamente tozzo e non appiattito.
 
Il colore di fondo delle parti superiori è solitamente marrone (ma può essere anche grigio o verde oliva) con punteggiature e striature chiare o scure più o meno marcate. I fianchi sono più scuri; spesso è presente una sottile linea vertebrale scura. Di norma il disegno è più marcato nei maschi, i quali possono peraltro mancare della punteggiatura e della linea vertebrale. Sono noti esemplari melanotici.

La distinzione dei sessi è evidente nella colorazione delle parti inferiori. Nei maschi, infatti, il torace, il ventre e soprattutto le parti inferiori degli arti e della coda variano dal giallo all'arancione-rosso, con una appariscente punteggiatura nera, mentre la gola è decisamente più chiara. Nelle femmine le parti inferiori sono invece solitamente chiare e quasi senza punteggiature, così che il passaggio tra coda e torace risulti continuo. I giovani sono scuri, pressoché neri, soprattutto nella parte posteriore del corpo. Differenze sono comunque osservabili anche all'interno di una stessa figliata

 

La Lucertola vivipara è un rettile diurno adattato a vivere anche a temperature relativamente basse. I suoi piccoli vengono alla luce già perfettamente formati (viviparità). La latenza invernale varia secondo le caratteristiche dell'habitat e si prolunga da settembre-ottobre fino a marzo-aprile. Sull'Altipiano svizzero, ad esempio, i primi maschi appaiono già all'inizio di marzo, durante i giorni di sole, anche se la temperatura dell'aria raggiunge appena i 10 °C. In questo periodo si limitano tuttavia a soffermarsi davanti all'entrata dei loro rifugi senza però nutrirsi ancora. Poichè restano immobili anche quando qualcuno passa loro vicino, protetti dal loro colore mimetico, non attirano l'attenzione e  vengono raramente notati.
 
Tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, se il tempo è mite, escono all'aperto anche le femmine. Quando la temperatura si stabilizza tra i 15 e i 20 °C gli animali necessitano solo di brevi periodi di termoregolazione. Da questo momento e durante tutta l'estate diviene quindi molto più arduo osservarli, poiché si troveranno spesso tra la vegetazione per cacciare. Solo nei giorni di cattivo tempo è nuovamente possibile vederli per brevi periodi mentre si termoregolano. Nel frattempo gli animali si sono però fatti molto timorosi e alle prime avvisaglie di pericolo fuggono repentinamente nel nascondiglio più vicino.
 
A fine estate e in autunno escono allo scoperto soprattutto le femmine, poiché durante il periodo di gestazione devono restare esposte a lungo al sole. È spesso possibile osservare la stessa femmina sulla medesima ceppaia, mentre i maschi, meno legati a un luogo preciso, compiono più spostamenti nel corso della giornata.
 
La Lucertola vivipara si nutre principalmente di artropodi: nel suo habitat  ragni-lupo e grilli sono attivi in gran numero durante tutto l'anno. Vengono predati anche piccoli coleotteri, ditteri, bruchi, formiche, lumache e vermi.
L'accoppiamento ha luogo tra aprile e giugno. Sull'Altipiano bastano alcuni giorni di clima mite, a  partire dalla fine di marzo, per innescare l'istinto riproduttivo. In montagna questo avviene invece in maggio e giugno.
La durata dello sviluppo degli embrioni nel corpo materno è strettamente legata alle condizioni atmosferiche. Nelle estati favorevoli i primi piccoli nascono già durante la seconda metà di agosto, nelle estati fredde e umide sono state per contro osservate femmine gravide anche in ottobre. E' da ritenere possibile che talvolta alcune femmine trascorrano l'inverno in stato di gravidanza.
 
Una femmina dà alla luce solitamente da 5 a 8 piccoli che alla nascita misurano circa 5 cm. In autunno capita di osservarli in gruppo per termoregolarsi su una ceppaia. Il tasso di sopravvivenza è molto piccolo, solo pochi di essi raggiungono il primo anno di età. Oltre ai predatori pericolosi anche per gli adulti, come piccoli mammiferi, rapaci, corvidi,il Colubro liscio e il Marasso, i piccoli devono temere anche gli uccelli di medie dimensioni come il merlo o altri turdidi, le averle e persino i grossi carabidi.
Nei primi giorni freddi di ottobre, gli adulti, seguiti poi dai piccoli, si mettono alla ricerca di luoghi di sverno riparati.
 

 

La Lucertola vivipara è il rettile in grado di spingersi più a nord a livello mondiale. Il suo areale si estende su gran parte dell'Europa e dell'Asia settentrionale: dalla Cordigliera Cantabrica spagnola e dall'Irlanda fino all'isola di Sahalin, sulle coste del Pacifico; dalla Pianura padana fino al Mare del Nord e al Mare di Barents.
In Svizzera la specie è presente dovunque siano disponibili habitat adatti, ad eccezione del Ticino centrale e meridionale, dove non è ancora stata rilevata al di sotto degli 800 m di altitudine. In montagna l'animale è tuttora comune. Sull'Altipiano, dove è possibile una competizione con la Lucertola degli arbusti (Lacerta agilis), il suo stato è invece più difficile da stimare. A causa della sua scarsa appariscenza la specie sfugge peraltro spesso all'osservazione. Nuove stazioni vengono scoperte in continuazione anche in zone ritenute ben esaminate. Per queste ragioni ogni osservazione di Lucertola vivipara è importante e dovrebbe essere trasmessa al KARCH oppure al Museo cantonale di storia naturale di Lugano.
 

 

In Svizzera tutti i rettili sono protetti in modo assoluto dalla Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio del 1966, che prevede anche la salvaguardia dei loro habitat; nel Ticino tale concetto è ribadito dal Regolamento cantonale sulla protezione della flora e della fauna del 1975.
 
Per la salvaguardia degli habitat di Lucertola vivipara sono in particolare da raccomandare:
  • la conservazione dei margini di bosco naturali e dei bordi di sentiero naturali nei boschi
  • la conservazione di paludi e torbiere
  • il mantenimento di una gestione tradizionale di alpi, pascoli e boschi di montagna
 
La Lucertola vivipara colonizzagli ambienti più disparati, dalla pianura fino a più di 2'000 m di altitudine. Nelle regioni pianeggianti del nostro Paese la Lucertola vivipara abita le radure, i margini e i sentieri boschivi, le paludi e le sponde di torrenti e ruscelli. Nelle zone più elevate esposte a sud, s’insedia nei muri a secco e nei mucchi di sassi in prossimità dei pascoli, nei boschi aperti, sulle frane e sulle pietraie.

La sua particolare forma di riproduzione la rende indipendente dalla costituzione del suolo; ciò le permette di vivere anche in prati umidi e acquitrini, a condizione che gli stessi presentino grosse pietre, ceppaie o tronchi marcescenti utilizzabili come luoghi di rifugio, riposo e di termoregolazione. Simili strutture emergenti dalla vegetazione offrono la possibilità alle femmine gravide di spostarsi seguendo il sole, sottoponendo così gli embrioni all'interno del corpo ad una esposizione al calore più prolungata.

 

Lucertola vivipara

Giovane di Lucertola vivipara

Habitat tipico della Lucertola vivipara

Le paludi: Un'altro habitat tipico della Lucertola vivipara

Scheda specie

  • Dall’aspetto relativamente snello
  • Testa piccola; Testa e tronco non appiattiti
  • Pelle granulosa caratterizzata da una grossa squamatura sulla parte dorsale
  • Pigmentazione con tonalità di marrone o di beige, raramente grigio o verde
  • Linea dorsale scura in parte marcata che va dalla radice della coda fino alla nuca
  • Lati della testa e dei fianchi color scuro, che presentano ai bordi delle linee di macchie chiare
  • Giovani spesso molto scuri, quasi neri
  • Presenza di adulti melanici nella maggior parte delle regioni

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Informazioni supplementari

  • Einheimische Eidechsen - Bestimmungshilfe
  • Bestimmungshilfe: Faden- und Teichmolch-Weibchen, Braunfrösche, Wasser- oder Grünfrösche, Eidechsen, Schlingnatter und Kreuzotter, Ringelnatter-Unterarten. Rundbrief zur Herpetofauna von Nordrhein-Westfalen Nr. 28 (2005). Bearbeitet von Martin Schlüpmann.